le terme della val calaona

la vasca piccola delle terme della val Calaona
la vasca piccola delle terme della val Calaona

E' molto interessante la breve ma precisa ricostruzione della storia delle terme della val Calaona pubblicata sul sito del comune di Baone.

Purtroppo la zona dello stabilimento termale è attualmente in stato di completo abbandono, sia per quanto riguarda l'edificio dell'albergo, sia la piscina termale grande. Sul sito si è inopportunamente e incongruamente insediata una attività florvivaistica e l'accesso, anche per una rapida visita, è assolutamente impossibile. Solo la vasca circolare piccola è visibile in quanto riicade al di fuori dela recinzione, ma in un'area anch'essa in stato di grande trascuratezza.

rudere dell'albergo delle terme della val calaona
rudere dell'albergo delle terme della val calaona

 

 

Sono interessanti le proposte avanzate sul sito cittàfutura.net che riportiamo di seguito

 

... Anche dopo la chiusura dell’Albergo, in seguito alle devastazioni compiute dagli sfollati della I guerra mondiale ivi accolti, le due vasche pubbliche, una rotonda e una rettangolare, se pur lasciate in stato di abbandono, sono rimaste attive e molto frequentate dai locali fino a tutti gli anni ’70 dello scorso secolo.

Il declino inizia alla fine degli anni ’80 con la costruzione da parte della Cooperativa Valcalaona di 11.500 mq di serre sui 3 ettari concessi dal Comune a ridosso degli edifici abbandonati delle vecchie terme e delle due vasche, una delle quali viene anzi da subito inglobata nell’impianto. Il motivo della realizzazione è lo sfruttamento dell’energia geotermica. Purtroppo però l’inserimento non ha tenuto conto della delicatezza del sito, risultando invadente in modo eccessivo anche rispetto alle reali esigenze produttive. Inoltre lo sfruttamento delle acque, nonostante le assicurazioni della Cooperativa, ha provocato il graduale prosciugamento della sorgente pubblica e la sparizione della rigogliosa  vegetazione palustre che caratterizzava  l’area.La vasca termale circolare, utilizzata fino a qualche anno fa e la cui sopravvivenza era stata garantita, è oggi priva di acqua, ridotta a vasca di scarico delle acque meteoriche.

L’ulteriore definitivo degrado si è verificato in seguito ai lavori di ampliamento elle serre eseguiti  nel 2006, probabilmente difformi  rispetto a quanto autorizzato dal Comune e dal Parco e quindi lasciati in un incomprensibile stato d’abbandono, del resto evidente anche in altre parti delle vecchie serre.

Soprassediamo in questa circostanza di soffermarci sulle vicende della Cooperativa, sfuggita sempre più al controllo dei cittadini di Calaone, che attualmente non vi sono più neppure rappresentati. Facciamo notare solo che dal punto di vista economico l’impianto è sopravvissuto solo grazie ai contributi pubblici.

In questa sede, per motivi di tempo, dobbiamo trascurare anche la complessa, ma intrigante  questione dell’uso civico dei campi della Valcalaona , riservato fin dal Medioevo ai capifamiglia di Calaone e ribadito da norme ancora vigenti.

Per tutta la serie di motivi che abbiamo cercato di sintetizzare il luogo merita una speciale attenzione, e non solo a parole o rinviando a fantomatici futuri piani urbanistici.

 

 

LE PROPOSTE

 

Alcuni spunti concreti  d’intervento sono già stati già suggeriti alle amministrazioni interessate (Comune di Baone e Parco Colli) nel giugno del 2007 dal Coordinamento delle Associazioni con un documento dal titolo “Un futuro per la Valcalaona”, al quale purtroppo non è stato dato seguito, se si esclude un paio di incontri con l’Amministrazione Comunale di Baone.

            Nel frattempo, come già detto, la situazione è ulteriormente precipitata.

L’importanza storica e archeologica della valle e il pericolo della scomparsa definitiva della sorgente termale richiedono oggi un ulteriore, più forte intervento da parte delle associazioni e dei cittadini.

Riprendendo le proposte del documento del 2007, fissiamo alcuni obiettivi.

I traguardi da raggiungere: cessazione dell’attività delle serre e ripristino della bellezza dei luoghi.

 Per il primo obiettivo si sono aperte concrete possibilità in seguito alla firma nel 2005, da parte del Comune e della Cooperativa, di un verbale di conciliazione che prevede che il contratto d’affitto cessi il 10 novembre 2016, dopo di che il terreno sarà riconsegnato al Comune di Baone “libero e sgombro da persone e/o cose”. Sarà necessario fin da subito garantire il rispetto degli accordi e della legalità da parte della Cooperativa e preparare fin da ora il post-serre.

Nel frattempo però si deve fare qualcosa per il ripristino del luogo provvedendo: - alla rimozione delle strutture non autorizzate; - al riordino ambientale con l’eliminazione dei fossati per lo sgrondo delle acque piovane delle serre scavati nel 2006 attorno alla vasca termale aumentandone il degrado e lo stato di abbandono;  - alla riattivazione del flusso d’acqua calda; - al restauro della vasca; - alla realizzazione di una cortina verde che reintegri l’originaria vegetazione; - alla sistemazione dell’area di accesso alla vasca.

In attesa della scadenza del contratto con la Cooperativa nel 2016, si propone un progetto “culturale”, di approfondimento delle conoscenze di alcuni fattori che caratterizzano significativamente la Valcalaona e che possono essere riassunti in quattro punti:

 

  1. L’importanza archeologica della Valcalaona per la presenza dell’uomo fin dal Paleolitico e in particolare per il ritrovamento di una delle più antiche stazioni neolitiche del Veneto fino ad oggi esplorate
  2. Le vicende legate alle bonifiche, in particolare quelle cinquecentesche della Serenissima col “retratto” di Lozzo
  3. La presenza della fonte termale e il suo secolare utilizzo
  4. L’istituzione degli “usi civici” che tanto direttamente coinvolge fino ai nostri giorni la comunità locale

Per lo studio di tali temi proponiamo da parte del Comune e del Parco Colli (il quale ultimo recentemente - con il Convegno archeologico- ha dimostrato di nutrire ambizioni di guidare una riscoperta culturale del territorio) la costituzione di un “Centro studi” o di “Tavoli tematici” con il coinvolgimento di professionisti, che possono essere messi a disposizione anche dalle Associazioni, di docenti e di studenti universitari, nonché di cittadini interessati e preparati . Si può pensare a proposte di tesi di laurea, al bando di concorsi di idee, a pubblicazioni o a premi “civici”.

 

Questo è il progetto che le Associazioni propongono e si impegnano  a realizzare.

 

                                                                                             Flores Baccini

Este, 12 dicembre 2009

 

 

da sito www.cittafutura.net